Pattern di candele
Pin bar:
cos'è e come riconoscerla
Una pin bar è una candela con un corpo piccolo e un'ombra lunga da un solo lato, almeno due terzi dell'intera candela. Mostra che il prezzo ha provato ad andare in una direzione ed è stato respinto. Ha senso solo vicino a un livello importante e in un contesto preciso.
Cos'è una pin bar
Il nome viene da Pinocchio: l'ombra lunga è il naso che racconta una bugia. Il prezzo, durante la candela, si è spinto lontano, ma alla chiusura è tornato quasi dove era partito. Chi aveva spinto in quella direzione ha perso il controllo prima della fine.
Si parla di pin bar rialzista quando l'ombra lunga è in basso: il prezzo è sceso ed è stato ricomprato. Si parla di pin bar ribassista quando l'ombra lunga è in alto: il prezzo è salito ed è stato rivenduto. Nei manuali di candele giapponesi le trovi anche come hammer e shooting star.
Come riconoscere una pin bar: le proporzioni
Non esiste una definizione ufficiale. Queste sono le regole che usiamo per non lasciare spazio all'interpretazione.
- L'ombra lunga misura almeno due terzi dell'intera candela, dal massimo al minimo.
- Il corpo è piccolo, al massimo un terzo della candela, e sta all'estremità opposta all'ombra.
- L'ombra dal lato del corpo è corta o assente.
- La candela è più ampia della media delle ultime candele, altrimenti è solo rumore.
- L'ombra lunga sporge oltre i prezzi delle candele precedenti.
Un esempio: questa candela è una pin bar?
Candela a 4 ore sull'oro con valori inventati: apertura 4.012, massimo 4.016, minimo 3.990, chiusura 4.014. L'intera candela misura 26 dollari.
| Parte | Calcolo | Quota sulla candela |
|---|---|---|
| Corpo | 4.014 − 4.012 = 2 | circa 8% |
| Ombra inferiore | 4.012 − 3.990 = 22 | circa 85% |
| Ombra superiore | 4.016 − 4.014 = 2 | circa 8% |
Ombra inferiore oltre i due terzi, corpo piccolo in alto: è una pin bar rialzista. Se il minimo a 3.990 tocca un supporto già testato, il segnale ha un contesto. Se arriva in mezzo al nulla, no.
Perché il contesto conta più della candela
La stessa pin bar può valere molto o niente. Vale di più quando si forma su un supporto o una resistenza chiari, su un livello già toccato più volte, oppure alla fine di un ritracciamento dentro un trend. In quei punti la respinta del prezzo racconta qualcosa.
Vale poco quando si forma in un mercato laterale stretto, contro un trend forte senza alcun livello vicino, o durante un'ora di bassa liquidità. Anche il timeframe pesa: su un grafico a un minuto si vedono pin bar continuamente, e la maggior parte non significa nulla.
Come si opera una pin bar
Un modo comune è entrare quando il prezzo supera il massimo della pin bar rialzista, con lo stop sotto il minimo dell'ombra. Aspettare la rottura del massimo filtra una parte dei segnali che non partono. L'altro modo è entrare a metà ombra con un ordine limite: prezzo migliore, ma più segnali che non vengono confermati.
Nell'esempio sopra lo stop sta sotto 3.990, quindi a circa 28 dollari dall'ingresso a 4.017 contando un piccolo margine. Su un conto da 10.000 euro con rischio dell'1%, cioè 100 euro, la dimensione va calcolata su quei 28 dollari, non scelta a occhio.
I falsi segnali più frequenti
- La pin bar si forma prima della chiusura della candela. Finché la candela non è chiusa, non è una pin bar.
- Il prezzo rompe il massimo, entra e torna subito indietro prendendo lo stop.
- Il livello su cui nasce è disegnato dopo, per farlo coincidere con la candela.
- Una notizia economica crea un'ombra lunga che non dice nulla sulla direzione futura.
Le domande
più comuni
Nella pratica descrivono la stessa forma. Hammer è il nome che le candele giapponesi danno alla versione rialzista dopo un ribasso. Pin bar è un termine più generico che vale in entrambe le direzioni.
Conta poco. Una pin bar rialzista con corpo verde è un po' più convincente, perché chiude sopra l'apertura, ma la parte che conta è l'ombra lunga.
Da sole no. Sono un segnale di respinta, non una previsione. Diventano utili dentro una regola che definisce livello, timeframe, ingresso, stop e uscita, provata su molti casi.
Sui grafici da 4 ore e giornalieri sono meno frequenti e meno disturbate dal rumore. Sui timeframe brevi servono filtri più severi.
Le scelte più comuni sono il livello di prezzo successivo, un multiplo fisso dello stop, ad esempio due volte, oppure un trailing stop. Qualunque scelta va mantenuta uguale su tutti i segnali, altrimenti i risultati non si possono misurare.
Può averlo su un livello molto forte, ma statisticamente le respinte a favore del trend principale tendono a essere più frequenti. Contro il trend servono stop più stretti e regole più selettive, e bisogna accettare più segnali falliti.
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