Prima di versare un euro
Truffe nel trading:
come riconoscerle
Una truffa nel trading si riconosce da tre cose: promette rendimenti alti e sicuri, mette fretta e ti chiede soldi verso un soggetto che non risulta autorizzato. Prima di versare qualsiasi cifra si controlla l'intermediario negli elenchi della CONSOB e negli avvisi ai risparmiatori.
Come funziona una truffa nel trading
Quasi tutte seguono lo stesso copione. Un primo contatto gentile, spesso da un annuncio sui social o da un messaggio su WhatsApp. Un piccolo deposito iniziale, di solito 250 euro, che sulla piattaforma sembra crescere in fretta. Poi la richiesta di versare di più, perché «il momento è adesso».
Il saldo che vedi a schermo non esiste. È un numero mostrato da un sito che controllano loro. Quando provi a prelevare iniziano le scuse: tasse da pagare prima, commissioni di sblocco, verifiche dell'identità che non finiscono mai.
Quali sono i segnali di una truffa nel trading
Basta uno di questi per fermarsi e verificare.
- Rendimenti fissi e alti: «il 5% al mese», «raddoppi in un anno». I mercati non danno percentuali fisse, nemmeno a chi lavora bene.
- Fretta e pressione: l'offerta scade stasera, i posti sono pochi, il consulente ti richiama tre volte al giorno.
- Pagamenti strani: bonifici verso conti esteri intestati a persone o società diverse, criptovalute, carte prepagate.
- Accesso remoto al tuo computer, chiesto con la scusa di aiutarti ad aprire il conto.
- Gruppi e chat dove tutti mostrano solo vincite, con screenshot impossibili da verificare.
Falsi broker e siti clone
Molti truffatori copiano nome, logo e indirizzo di intermediari veri, cambiando solo una lettera nel dominio o il numero di telefono. Il controllo va fatto sempre sul sito ufficiale dell'autorità, mai sui link che ti mandano loro.
Dal luglio 2019 la CONSOB può ordinare ai fornitori di connessione di bloccare dall'Italia i siti che offrono servizi di investimento senza autorizzazione. I siti oscurati sono ormai più di 1.500, e ogni settimana se ne aggiungono altri. Un sito ancora raggiungibile, quindi, non è per questo un sito autorizzato.
Come verificare un intermediario sul sito CONSOB
Sono quattro controlli e richiedono dieci minuti.
- Cerca il nome esatto della società negli albi e negli elenchi degli intermediari autorizzati sul sito della CONSOB. Per le banche si usano anche gli elenchi della Banca d'Italia.
- Controlla la sezione «Avvisi ai risparmiatori» della CONSOB, dove trovi i soggetti già segnalati e i siti oscurati.
- Guarda anche gli avvisi pubblicati dall'ESMA e dalle autorità degli altri Paesi, perché molti operatori abusivi cambiano nome e Paese.
- Confronta dominio, indirizzo e numero di autorizzazione del sito con quelli del registro. Se uno solo non coincide, fermati.
Quanto costa davvero una truffa nel trading
Un esempio tipico, con cifre inventate ma realistiche, di come una perdita cresce passo dopo passo.
| Fase | Cosa ti chiedono | Totale versato |
|---|---|---|
| Primo deposito | 250 € per «provare la piattaforma» | 250 € |
| Il saldo finto sale | 2.000 € per «non perdere il momento» | 2.250 € |
| Richiesta di prelievo | 1.500 € di «tasse anticipate» per sbloccare i fondi | 3.750 € |
| Falso recupero | 1.000 € a un finto studio legale che promette di riavere tutto | 4.750 € |
Nessuna autorità e nessun intermediario serio chiede soldi in anticipo per sbloccare un prelievo.
Le truffe di recupero, cioè la seconda truffa
Chi ha già perso denaro viene ricontattato da finti avvocati, finte società di recupero o persone che si presentano come incaricate dalla CONSOB. Promettono di riavere tutto in cambio di un anticipo. È la stessa organizzazione o una che ha comprato la lista delle vittime.
La CONSOB ha messo in guardia più volte contro questi contatti, anche contro email false che usano il suo nome e il suo logo. L'autorità non telefona ai risparmiatori per offrire recuperi a pagamento.
Le domande
più comuni
Cerchi il nome negli elenchi degli intermediari sul sito ufficiale della CONSOB e controlli che dominio e dati coincidano. Un intermediario di un altro Paese UE deve comunque risultare abilitato a operare in Italia.
A volte la banca riesce a bloccare un bonifico recente, per questo va avvisata subito. Per il resto serve la denuncia. Diffida di chiunque ti contatti promettendo un recupero in cambio di un anticipo.
Gli screenshot non dimostrano nulla, si possono fare su conti demo o modificare. Serve uno storico completo e verificato da terze parti, con le perdite comprese.
Disinstalla il programma di controllo remoto, cambia le password partendo da email e banca, attiva l'autenticazione a due fattori e avvisa la banca.
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Il trading sui mercati finanziari comporta rischi significativi e può comportare la perdita totale del capitale investito. Le performance passate non sono indicative di risultati futuri. CONTROL è un prodotto informatico neutro e non costituisce consulenza finanziaria o garanzia di reddito.