Prima di aprire un conto

Come scegliere un broker:
i criteri che contano

Per scegliere un broker si parte dall'autorizzazione di un'autorità europea e dalla separazione dei fondi dei clienti. Poi si confrontano i costi reali per operazione, la qualità dell'esecuzione e la facilità dei prelievi. Bonus e pubblicità non sono criteri.

4 minuti di letturaAggiornata a ottobre 2026

Perché la scelta del broker conta

Il broker è il soggetto che custodisce il tuo denaro ed esegue i tuoi ordini. Se non è affidabile, la migliore strategia del mondo non serve a nulla, perché il problema arriva il giorno in cui vuoi ritirare i soldi.

Noi non consigliamo nomi. Ti diamo i criteri con cui fare il confronto da solo, nell'ordine in cui vanno controllati.

Come scegliere un broker: autorizzazioni e tutele

Sono i controlli che non si possono saltare.

  • Autorizzazione: il broker deve essere vigilato da un'autorità dell'Unione europea e risultare abilitato a operare in Italia. Si verifica sul sito della CONSOB, non sul sito del broker.
  • Fondi separati: il denaro dei clienti va tenuto su conti distinti da quelli della società. Se il broker fallisce, quei soldi non servono a pagare i suoi debiti.
  • Sistema di indennizzo: nell'Unione europea esistono fondi che tutelano gli investitori se l'intermediario non restituisce il denaro, con una copertura minima di 20.000 euro per cliente.
  • Protezione dal saldo negativo: per i clienti al dettaglio nell'Unione europea non puoi perdere più di quanto hai sul conto.

Leva e limiti per i clienti al dettaglio

Con un broker europeo la leva per i clienti al dettaglio ha tetti fissati dall'ESMA: 30 a 1 sulle valute principali, 20 a 1 su oro, indici principali e valute non principali, 10 a 1 sulle altre materie prime e sugli indici minori, 5 a 1 sulle azioni, 2 a 1 sulle criptovalute. Se il margine scende al 50% del minimo richiesto, le posizioni vengono chiuse.

Chi ti offre leva 500 a 1 a un conto al dettaglio sta operando fuori da queste regole, o fuori dall'Europa. Ricorda poi che la maggior parte dei conti al dettaglio su CFD perde denaro: i broker europei dichiarano percentuali tra il 70 e il 90 per cento.

Quanto costa davvero un broker: spread, commissioni e swap

Il costo vero di un'operazione si somma da tre voci. Esempio su 1 lotto di EUR/USD, dove un pip vale circa 10 dollari.

VoceConto AConto B
Spread medio1,2 pip = 12 $0,2 pip = 2 $
Commissione andata e ritorno0 $7 $
Swap per una nottecirca 8 $circa 8 $
Totale operazione chiusa in giornata12 $9 $
Su 200 operazioni l'anno2.400 $1.800 $

Cifre di esempio. Lo spread «a partire da» pubblicizzato è il minimo, non la media: va osservato nelle ore in cui operi tu, anche durante le notizie.

Esecuzione, piattaforme e prelievi

  • Esecuzione: guarda lo slittamento, cioè la differenza tra il prezzo richiesto e quello ottenuto. Su un conto demo non lo vedi bene, con un conto reale piccolo sì.
  • Piattaforme: se usi un software o un Expert Advisor serve che il broker offra MetaTrader 4 o 5 e permetta l'operatività automatica.
  • Prelievi: leggi tempi, costi e metodi prima di depositare. Un broker serio restituisce i soldi sullo stesso canale da cui sono arrivati, senza commissioni a sorpresa.
  • Assistenza: scrivi una domanda tecnica prima di aprire il conto e guarda quanto ci mettono a rispondere, e come.

Quali documenti leggere prima di scegliere un broker

Prima di firmare servono venti minuti di lettura. Il documento con le informazioni chiave di ogni prodotto riassume rischi e costi in poche pagine. La politica di esecuzione degli ordini spiega dove e come vengono eseguiti i tuoi ordini. Le condizioni generali dicono cosa succede in caso di controversia e quali costi ci sono per conti inattivi o prelievi.

Apri prima un conto demo per provare la piattaforma, ma non giudicare il broker da quello. Sul demo spread ed esecuzione sono spesso migliori che sul conto reale. Il confronto vero si fa con un conto reale piccolo, per qualche settimana, nelle ore in cui operi di solito.

Le domande
più comuni

  • Sì, se è autorizzato in un Paese dell'Unione europea e abilitato a offrire servizi in Italia. I broker fuori dall'Europa non danno le stesse tutele, anche quando sono legali nel loro Paese.

  • Lo spread fisso è prevedibile ma di solito più alto in media. Quello variabile è più basso nelle ore tranquille e si allarga durante le notizie. Conta il costo medio nelle tue ore di lavoro.

  • No. Nell'Unione europea i bonus ai clienti al dettaglio su CFD sono vietati, quindi chi li offre spesso opera fuori dalle regole europee.

  • Molti broker permettono depositi bassi. Il minimo tecnico però non è il capitale sensato per operare: dipende da quanto rischi per operazione.

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